LIONS TREVISO e MOGLIANO: incontro con il DIRETTORE INTERNAZIONALE, GABRIELE SABATOSANTI SCARPELLI

LIONS TREVISO e MOGLIANO: incontro con il DIRETTORE INTERNAZIONALE, GABRIELE SABATOSANTI SCARPELLI

21 febbraio 2016 0 Di

Con l’ immaginifico riferimento ad un noto talk show televisivo,volendo scegliere tra le parole più incisive, usate dal Direttore Internazionale, nel suo intervento a beneficio dei Lions della Zona A, troviamo : competenza, progettualità, gestione, entusiasmo.
Quattro termini che compendiano il suo pensiero e da sole indicano ai Lions la traccia da seguire alla vigilia del centesimo anno della loro Associazione.
L’incontro è aperto da una domanda provocatoria del Governatore , Giancarlo Buscato,che paragonata l’Associazione medesima ad una arzilla vecchietta chiede se chi, a suo tempo, ha redatto gli scopi ed il codice etico del lionismo, oggi, li scriverebbe nello stesso modo.
La risposta del Direttore internazionale è lapidaria: sì. L’impegno dei Lions rimane quello di servire e di essere solidali con l’Umanità sofferente.. Questo anelito,tuttavia, va contestualizzato in una società che non è quella dei primi anni del novecento. C’è da chiedersi,invece, se il lionismo sia migliorato o meno.
E’ sicuramente cambiato., 30-40 anni fa era elitario, ne hanno fatto parte due Presidenti della Repubblica ,tre Presidenti del Consiglio, alte personalità del mondo Politico, Culturale , Finanziario. L’accesso ai Club era subordinato a una severa selezione, operata sulla base del successo personale e professionale dell’aspirante . L’attività di servizio si concretava in iniziative di beneficienza realizzate soprattutto con fondi tratti dalle tasche dei soci. Essere Lion costituiva una vera e propria gratificazione sociale.
Oggi la lista di attesa per accedervi si è assottigliata,anzi il numero degli associati è in costante, progressiva diminuzione, solo il 20% dei soci ha un’età inferiore ai 50 anni, anche perché, nel recente passato, non è stata attuata una politica tesa a favorire l’ingresso dei giovani.
L’autoreferenzialità,la scarsa autocritica,la diffidenza nel lavoro di gruppo, combinate con una struttura sostanzialmente verticistica e poco incline alle deleghe, costituisce un freno allo sviluppo dell’Associazione.
Come uscire da questa fase di stallo? A parere di Sabatosanti i service vanno progettatati e sviluppati con competenza per investire professionalità e tempo in iniziative che realmente funzionano e possano sortire risultati tangibili e visibili. Competenze, progettualità e professionalità, presenti nei nostri Club( abbiamo circa 5500 medici e 3300 avvocati!), che vanno utilizzate per connetterci con la società civile, sempre più bisognosa del supporto del volontariato, sempre più orientata verso il 3° settore, costituente, nel momento attuale, la metà delle risorse sulle quali può contare. In tale ottica la politica futura dei Lions deve basarsi più sul “fare “che sul “dare”. Non basta costruire strutture e realizzare iniziative per cederle ad altri, non basta raccogliere fondi da donare ad organismi caritatevoli, dobbiamo saper gestire i nostri progetti, i nostri fondi, le nostre realizzazioni. Un siffatto approccio attira i giovani sempre più propensi all’impegno sul campo, “a sporcarsi le mani” e, a differenza del passato, rende “socio di qualità” colui il quale sa operare e vuole operare con questi criteri.
Per evidenziare quanto sia necessario lavorare per fornire alla società civile una giusta visione del nostro impegno, Sabatosanti ricorda che all’incontro con il Capo dello Stato con le Associazioni de Volontariato erano assenti solo i Lions!
Competenza, progettualità, capacità e volontà gestionale non bastano a connotare il nostro impegno se non animate dall’entusiasmo, dalla convinzione e dall’orgoglio di essere un Lion.
All’intervento del Direttore internazionale seguono numerose considerazioni e domande,che coinvolgono anche al Coordinatore dell’Area GLT, Sandro Castellana , per la circostanza al suo fianco. Tra esse in particolare evidenza: il principio della qualità nella scelta dei soci,propugnato, a suo tempo, dal Past Presidente Jean Behar,; la continuità d’azione pur nel rispetto della rotazione delle cariche, il progressivo incremento della sussidiarietà nei confronti degli enti locali; la durata pluriennale di determinati incarichi.
L’incontro, molto partecipato e attentamente seguito,costituirà oggetto di approfondimenti ed servirà ad individuare nuove modalità operative nel quadro di una realistica presa d’atto delle attuali più pressanti esigenze della nostra comunità.

2016-02-21 Direttore Internazionale

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