ROVIGO:ALLA REGISTA ISABELLA SANDRI IL “DUE TORRI D’ORO”

ROVIGO:ALLA REGISTA ISABELLA SANDRI IL “DUE TORRI D’ORO”

4 giugno 2015 0 Di

Con una cerimonia pubblica nell’auditorium del Conservatorio Venezze, il presidente del Lions club Rovigo Enrico Ubertone ha consegnato alla regista Isabella Sandri il prestigioso premio “Due Torri D’Oro.

Il riconoscimento viene assegnato, con cadenza minima triennale, ai Polesani che si sono distinti, a livello internazionale, nell’arte, nella cultura, nelle scienze, nell’economia, nello sport o in qualsiasi altro campo dell’attività umana.
Nata a Rovigo, Isabella Sandri si è interessa alla pittura e alle arti visive fin dalla giovanissima etè e si è laureata al Dams -indirizzo arte – alla facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università di Bologna. In seguito si è diplomata in regia al Centro sperimentale di cinematografia di Roma, frequentando anche il gruppo Ipotesi Cinema ideato da Ermanno Olmi a Bassano del Grappa.
I film e i documentari (siano lungometraggi fiction e documentari d’autore, o cortometraggi e filmati di animazione) di cui è stata regista, sceneggiatrice e produttrice sono stati apprezzati nei festival di tutto il mondo. Dalla Biennale di Venezia, ai Festival di Rotterdam, Berlino, Torino, Karlovy Vary, San Francisco, Sidney e Locarno, e hanno ricevuto premi e segnalazioni. I suoi film sono stati distribuiti da RiCinema e dall’Istituto Luce. Ha collaborato con case di produzione come la Sacher e la Fandango e la Rai-Radiotelevisione Italiana.
Il cinema di Isabella Sandri non è tradizionale. La regista rodigina ha scelto il cinema indipendente che non ha obiettivi di produzione ed economici ma percorre strade più difficili per cercare nuove espressioni, per far conoscere persone vere, realtà diverse. Il suo è un cinema più faticoso perché la obbliga a convivere con la storia, gli attori, la sceneggiatura per anni per riuscire a trovare “la motivazione” per realizzare il suo film.
Nei lavori di Isabella vi è sempre presente un duro realismo che ricorda Pasolini ma che rifugge dalla rappresentazione ieratica, religiosa e statica della presenza umana che lui dava nelle sue opere. I suoi personaggi sono di passaggio, ricchi di umanità ma anche di negazione. La sua attenzione si rivolge agli umili, ai giovani, ai disadattati che vengono presentati senza retorica ma con disincanto e realismo.
I suoi film hanno l’ambizione di produrre cambiamenti nel modo di fare cinema grazie alla costante attività di ricerca e di nuovi linguaggi. I numerosi riconoscimenti alla sua attività, sia in qualità di regista sia di sceneggiatrice e di produttore, con la società Gaundri (nata dalla fusione dei cognomi dei fondatori Isabella Sandri e Giuseppe Gaudino e dai comuni obiettivi) ne sono la testimonianza.
Isabella ama gli spazi, fa largo utilizzo del grandangolo perché per raccontare una persona serve una osmosi con l’ambiente in cui essa vive. Sa utilizzare il racconto in modo veloce, con innovativi piani sequenza, rapidità, movimento della macchina da presa e inquadrature non tradizionali che spesso riescono a generare un salto sublimale fra un fotogramma e l’altro, con presenze umane effimere di cui Isabella sa che non rimarrà nulla, ma con l’unico obiettivo di raccontare la presenza ineliminabile dell’essere umano.

 

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