UGUAGLIANZA ED EQUITA’

UGUAGLIANZA ED EQUITA’

27 Ottobre 2019 0 Di Lionsadmin

La diversità chiede equità

[articolo di Paolo Quaggia di prossima pubblicazione nel numero di Novembre 2019 della rivista Lion]

Il 10 dicembre 1948 l’Assemblea della Nazioni Unite approvava la “Dichiarazione dei Diritti Universali dell’Uomo”, nel testo vengono definiti i diritti fondamentali per l’uguaglianza sociale e giuridica di ogni persona.
Se l’enunciazione dei principi ha aperto la nostra società all’accoglimento dei diritti universali sull’uguaglianza, permangono dei pregiudizi nei confronti della diversità.
Nella nostra esperienza di vita constatiamo che non esistono due persone uguali: il genere umano è contraddistinto da una diffusa diversità sociale, culturale, economica, demografica, etnica etc.
Tutti siamo diversi per qualcosa che ci caratterizza e allo stesso tempo siamo parte integrante della società nella sua totalità: l’umanità è un insieme di diversità.
Nello stesso modo in cui ogni specie in natura è funzionale alle altre e all’equilibrio del tutto, tale dovrebbe essere l’interdipendenza tra individui in cui ognuno contribuisce alla umana convivenza; ma la società è regolata dalle imperfette leggi degli uomini spesso fonte di ingiustizie.
Nell’ uguaglianza si danno a tutti indistintamente le stesse condizioni, tale criterio genera disparità in rapporto alla diversità di ciascuno, ne è esempio lo scarso apprezzamento del Welfare State da parte dei cittadini, i quali a fronte di richieste personalizzate ricevono prestazioni standardizzate.
Riportando nel mondo Lions quanto fin qui espresso mi chiedo: quale criterio seguire nel service per renderlo veramente efficace nella diversità?
Ci viene in aiuto il principio di equità, che privilegia il riconoscimento di ciò che spetta ai beneficiari in base ad una interpretazione umanitaria del principio di uguaglianza, perché non c’è nulla di più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali.
Nel pensiero comune il concetto di equità riscontra una difficoltà interpretativa che un esempio chiarirà meglio.
Se dico che una certa ripartizione delle ricompense è equa, nel senso comune posso intendere tre situazioni diverse:
– che sono state suddivise in parti uguali.
-che la loro ripartizione è proporzionale al contributo dato da ciascuno per ottenerle.
-che la distribuzione ha tenuto conto del differente grado di bisogno dei vari soggetti.
Delle tre situazioni solo la terza risponde al principio di equità, il quale non cerca l’applicazione letterale dell’uguale o del giusto come nei primi due casi, ma ripartisce l’azione ai beneficiari con proporzionalità mirando al migliore bilanciamento alle reali necessità.

L’agire con equità richiede una approfondita analisi dei bisogni, per dare soluzioni non standardizzate e generative di vero benessere.
L’equità ha nell’etica il “modus pensandi” e nella sussidiarietà il “modus operandi”e sono inscindibili da essa: se manca l’etica o la sussidiarietà l’equità non si realizza.
Quando operiamo in equità dobbiamo affrancarci dall’economia di mercato, si agisce nella sfera della donazione di sé il cui scopo è aprire, con reciprocità, una relazione tra le parti; la priorità è portare tutti ad un grado minimo di dignità umana generativo di benessere sociale e di armonia nella collettività.
Alla base del principio di equità, quindi, c’è un valore morale e un principio irrinunciabile nel quale i Lions si riconoscono da sempre: la dignità della persona.
Uno dei significati che il Presidente Internazionale vuole porre alla nostra riflessione proponendo quest’anno il tema della diversità, è l’invito ai Lions a far entrare l’equità nel mosaico operativo del service.