CONTARINA DELTA PO: IL MOSE SALVERÀ VENEZIA ?

CONTARINA DELTA PO: IL MOSE SALVERÀ VENEZIA ?

3 aprile 2017 0 Di

Se 30 anni vi sembrano pochi… Tanti infatti ne sono passati da quando ha cominciato a concretizzarsi l’idea – nata dopo l’acqua granda del 1966 – del MoSE (Modello Sperimentale Elettromeccanico) per preservare Venezia dal fenomeno devastante delle acque alte.
Da allora, sono stati coinvolti Governi, amministrazioni locali ed Enti; sono stati affidati studi e progetti; è stata costituita un’apposita azienda per la sua realizzazione (il Consorzio Venezia Nuova); sono state spesi tempi biblici per dibattere, dividersi, proporre, valutare e bloccare: e a tutt’oggi il MoSE non è ancora in funzione!
Naturalmente, nel frattempo i costi preventivati sono aumentati in modo abnorme: e dagli iniziali 1,6 miliardi di euro siamo arrivati oggi all’iperbolica cifra di 5 miliardi e mezzo, cui andranno ad aggiungersi 80 milioni di euro per la manutenzione annua.
Di tutto questo, e di altro ancora, si è parlato allo Stella d’Italia di Adria, in un meeting del Lions Club Contarina Delta Po, guidata da Eugenia Pretto che – avendo avuto la fortuna di conoscere personalmente l’ing. Vincenzo Di Tella – ha fortemente voluto questo appuntamento, per portare una voce “fuori dal coro” in questa querelle senza fine.
L’ing. Di Tella non si è sottratto, anzi. Ha affondato il coltello in più di una piaga ancora aperta e sanguinante della “grande opera”. A partire dalla progettazione (non in linea da quanto richiesto dalla legge di riferimento, che chiedeva gradualità, sperimentalità e reversibilità) che non ha mai avuto reali concorrenti nella valutazione della soluzione migliore; dai criteri costruttivi alle valutazioni politiche (“che si sono arroccate in un unico progetto è unica ditta costruttrice”); dalla congruità economica alla compatibilità con le leggi dell’idrodinamica; dalle conseguenze per il futuro allo spreco assurdo delle risorse economiche (“dieci volte il costo di un progetto alternativo da noi proposto e nemmeno preso in considerazione”): tutto è stato vivisezionato, demolito.
E alla domanda di qualche socio (“possibile che 30 anni di fari accesi sull’opera abbiano partorito solo un progetto sbagliato, devastante e inutilmente costoso, per foraggiare un mondo blindato attiguo alla politica!?”), la risposta è stata lapidaria: “Si!”. Con una postilla: “Non abbiamo nemmeno potuto presentare al Ministero la nostra proposta, che pure era stata fatta propria dal Comune di Venezia e dal suo sindaco Massimo Cacciari. E’ stato evitato ogni pubblico confronto, abbiamo rischiato querele. Ma noi abbiamo messo nero su bianco (il libro, versione eBook, si intitola appunto “Il MOSE SALVERÀ VENEZIA?”, ndr), abbiamo informato tutti e in tutti i modi possibili, a partire dal giudice Raffaele Cantone, presidente dell’ANAC (Autorità Nazionale Anti Corruzione)”.
Basterà almeno a fare chiarezza definitivamente?
Orazio Bertaglia

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