PADOVA GRATICOLATO ROMANO: Giovani Eccellenze Patavine

PADOVA GRATICOLATO ROMANO: Giovani Eccellenze Patavine

26 novembre 2016 0 Di

LE SFIDE, I VINI E LE “FORTUNE” DI ELISA DILAVANZO
Riparte il ciclo di incontri dedicato alle “Giovani Eccellenze Patavine”, iniziativa del Lions Club Padova Graticolato Romano volta ad offrire una “finestra” di visibilità a giovani meritevoli e rappresentativi nei confronti dei coetanei, per meriti artistici o imprenditoriali in campo nazionale o internazionale.
L’iniziativa, inaugurata lo scorso anno ospitando Matteo Strukul, Paola Tellaroli, Marco Segato, ha rivelato interessanti doti di “talent scout” del club: Strukul sta ora godendo di un successo internazionale col suo nuovo romanzo “I Medici”; Tellaroli, dopo ben tre guide di nuovissima concezione dedicate a Padova, si sta ora dedicando assieme ad altri alla stesura della guida a fumetti “Padovanate”, per salutare Padova e partire per gli Stati Uniti; Segato sta esordendo con successo col suo primo film “La pelle dell’orso”.
Prima Giovane Eccellenza Patavina del nuovo anno è stata Elisa Dilavanzo, 39 anni, inizialmente nota non come imprenditrice ma come ex finalista Miss Italia e concorrente anche a Miss Universo “Una storia che ricordo con piacere, ma la mia realtà è ora la Cantina che ho rifondato assieme ai miei soci Gianluca e Desiderio Bisol.”
Una scelta comunque difficile, quella di diventare imprenditrice del vino: “I miei genitori pensarono addirittura di indirizzarmi da uno psicologo perché mi aiutasse a valutare al meglio le opportunità che avevo davanti”. Si trattava di scegliere fra la strada mediatica (moda, tv, cinema) o dedicarsi alla sua più antica passione, il vino, che coltivava da quando aveva… 10 anni.
Elisa sceglie il vino: “Perché era più divertente che fare casting e stare a dieta”. E fa il corso di sommellier con l’AIS, Associazione Italiana Sommellier. Una sfida. Anche perché sotto questa nuova veste Elisa Dilavanzo non la conosceva nessuno.

Elisa Dilavanzo-Antonino Librici presidente Club Padova Graticolato Romano
Nel 2008 il primo grande riconoscimento: vince il concorso Charme Sommelier promosso dall’AIS in collaborazione con la Cantina Bisol “concorso nazionale rivolto a tutti i sommelier che ha l’obiettivo di premiare quelle figure che spiccano per competenza, professionalità, stile, carisma ed eleganza”, si legge nella presentazione.
Gianluca Bisol, ideatore del concorso, certamente non la dimentica. Ma lei continua nella sua attività: vendere vini. E qui un’altra sfida: “Mi appassionavano i piccoli produttori, quelli che facevano vini praticamente sconosciuti come il Tai Rosso dei Colli Berici.”
Nel frattempo riesce a conoscere Massimo Sabbion, allora proprietario dell’Hotel President di Abano Terme. Come? Grazie alla sua bellezza e fascino? No. Grazie alla sua fortuna, dice lei. Ma parlandone si scopre che dai casting aveva imparato molto: sopportare le lunghe e spesso inutili attese a casa prima e in sala d’aspetto poi, sperando di essere chiamata “ma soprattutto a darsi da fare, altrimenti se avessi solo aspettato a casa non sarebbe accaduto nulla. la fortuna aiuta gli audaci!” E dopo tre mesi di tentativi, un’ora di attesa, e la cortesia di… un cameriere, riesce ad aver davanti Sabbion. E lo affascina. Con la sua bellezza? No, con la passione per il vino che seppe trasmettergli.
Sabbion le fa la proposta. Non di comprare i suoi vini ma di coltivare propri vigneti e produrre vini da quelli, all’epoca ricoperti di rovi “Ma non ci perdemmo d’animo. E cominciammo.”
Elisa dunque accetta. E punta tutto su un vino senz’altro conosciuto, ma di dubbia fama: il Fior d’Arancio, e lo fa diventare uno dei fiori all’occhiello della Cantina attraverso nuove modalità di coltivazione, di affinamento, e proponendolo in veste di vino da aperitivo e in abbinamento ad appetizers e preparazioni salate, spezzando il cliché che un vino dolce si abbina solo ai dolci. Il Fior d’Arancio invecchiato? “Certo, quello che avete bevuto stasera anche con la crespella al radicchio e salsiccia, ha quasi due anni di affinamento alle spalle”.
Ma Sabbion decide di vendere l’azienda. Ad Elisa non resta che appellarsi ancora a quella che lei chiama fortuna: contatta Gianluca Bisol (ve lo ricordate? Il patròn del concorso Charme Sommelier) e il fratello Desiderio, i quali appartengono ad una famiglia di coltivatori di Prosecco in Valdobbiadene dal 1542, noti innanzitutto per il loro prosecco e per essere promotori e sostenitori di produzioni vinicole di nicchia: vere e proprie eccellenze del territorio veneto come il vino di Venissa, il cui vigneto viene coltivato nell’isola di Mazzorbo.
Questa volta la fortuna non è solo dalla parte di Elisa ma anche da quella dei Bisol: i due si guardano bene dal perdere l’occasione ed entrano subito in società con Elisa per rilevare I vigneti.
Il resto non è storia ma concreta attualità. Potete vederla, farvela raccontare e… assaggiarla a Baone, in Via Dietro Cero 1/C dove è sorta la Cantina Maeli. E se fra i vigneti scorgerete una miss Italia, sappiate che quel “miss” appartiene comunque e a buon diritto ad Elisa Dilavanzo per la costante opera di valorizzazione dell’Italia in tutto il mondo che conduce coi suoi vini, col suo amore per il suo territorio, e con una bellezza fatta di scelte, passione, caparbietà.
Pietro Casetta

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