LIBRI DI SOCI: La geografia interiore di Giovanni Sato

LIBRI DI SOCI: La geografia interiore di Giovanni Sato

4 dicembre 2014 0 Di

La Geografia interiore di Giovanni Sato è all’insegna del “Partire / così senza aspetta¬re / che l’alba consegni le labbra / agli ultimi sogni. / Partire lasciando i tempi / soliti delle vite,” insomma in “un viaggio della ricerca” che è insieme una scelta e un destino.

C’è una misura partecipativa, in questi versi, un pro¬iettarsi sempre oltre la barriera della propria vicenda e della propria storia, in una sorta di interrogativo aperto, che è l’attesa del fu¬turo o, se si vuole, la scommessa con la vita. Dentro questa misura di coinvolgimento di sé con gli altri, si dispone tutta la fitta trama dei percorsi interiori, dei rapporti interpersonali, degli incontri e delle relazioni, del quotidiano mettersi (o rimettersi) in equilibrio; tra l’osses-siva deiezione del tempo, sentita a fior di pelle, e il dolce umanissimo recupero di sé e degli altri compagni di strada, nella consapevolez¬za che “l’altrove” è già qui nella vita di tutti i giorni. Dal confronto con la realtà e dalla sua esperienza di vita, comprese le delusioni, le sconfitte e le frantumazioni, l’autore esce con la volontà di dare testimonianza delle aporie del mondo attraverso la poesia (“Porto con me le assenze / e le riempio con segni d’eterno”), in piccoli quadri che si ancorano sempre a un posto, a un’ora e a una stagione. Frutto della “voce ” che viene dal profondo, questa poesia è volta ad opporre il segno insieme della ragione e del sentimento (“la conoscenza del cuore”) non solo e non tanto alla “durezza delle cose”, alla irriducibilità delle azioni compiute e del tempo che è trascorso, ma alla potenziale re¬versibilità della vita attraverso l’esercizio delle qualità umane che puntano ai riferimenti as¬soluti incarnati nei luoghi aperti come il cielo o il mare.
Paolo Ruffilli

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